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LICEO VITTORIA COLONNA Istituto Statale di Istruzione Superiore - Arezzo
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IL LICEO COLONNA ALLO SPETTACOLO DELLA ľ BARRACA- DI F. GARC╠A LORCA

Lunedì 5 febbraio alcune classi del Liceo Linguistico "Vittoria Colonna" hanno assistito, al Teatro Tenda, ad una rappresentazione di teatro in lingua spagnola, dedicata alla "Barraca" di Federico Garcìa Lorca.

Sono oramai numerosi gli spettacoli allestiti con finalità didattiche, ma sempre a rischio, purtroppo, di perdere in forza scenica ciò che guadagnano in evidenza divulgativa. Viceversa, spesso scadono in una caotica e rumorosa rappresentazione che, pur di compiacere il gusto degli adolescenti, di didattico mantiene molto poco oltre al titolo e a qualche illustre riferimento.

Il "format" era il solito: un ragazzo dei giorni nostri che viene implicato, a sua insaputa, nei fotogrammi di un tempo passato, facendo scaturire situazioni di ovvia e inevitabile comicità; insomma, uno schema già troppe volte visto e ripetuto.

Questo lunedì, però, le cose sono andate diversamente: attori di grande professionalità, assolutamente padroni del linguaggio gestuale e dei tempi scenici, dialoghi scritti con molta efficacia (si direbbe quasi con la grazia grintosa  acuminata di un passo di flamenco), musiche accuratamente scelte, evocative della migliore tradizione gitana, rimandi all'attuale questione catalana e al contesto  europeo opportuni, ma mai forzati.Per finire, una recitazione misurata, sempre messa a fuoco.

L'attenzione al taglio culturale dello spettacolo emergeva da alcuni significativi dettagli, come l'invito esplicito, all'inizio dello spettacolo a confrontare la nostra libertà con quelle negate in un passato non troppo lontano nello spazio e nel tempo, oppure come l'attenzione a vedere compreso il messaggio sia da parte del giovane pubblico, che dalla più esigente platea "professorale".

Tra i punti di forza, ancora, è da sottolineare la somiglianza quasi commovente dell'attore con Federico Garcìa Lorca: potrebbe sembrare un elemento esteriore e, invece, l'impatto visivo di un corpo e un volto così evocativi ha aumentato la presa emotiva sul pubblico; specialmente perché la viva presenza dell'attore si affiancava alle immagini di archivio di un Garcìa Lorca che riemergeva dagli anni ‘30.

Sono stati tanti, insomma, gli elementi che dichiarano la consapevolezza con cui è stata portata avanti l'opera nel suo complesso.

Fa piacere che si moltiplichino tali iniziative: dimostrano come, a volte, possa bastare una mattinata a teatro per sentirsi più europei e più appassionati di poesia.